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Prime Esperienze

Vita ordinaria


di littlebluemoon
13.10.2026    |    1.430    |    11 9.8
"Io resto lì, con la mia tisana tra le mani, a chiedermi quando abbiamo smesso di cercarci davvero..."
Questo è un racconto di vita ordinaria.
Siamo sposati da 25 anni. I ragazzi, ormai grandi, vivono all’estero per lavoro.
Sono rientrata a casa dopo il lavoro e, sentendomi molto tesa, decido di farmi una doccia calda e rilassante. Poi mi metto a cucinare qualcosa di decente.
Quando torni a casa, mi saluti e vai a correre. Ti fai una doccia veloce e ti siedi a tavola con me.
Siamo uno di fronte all’altra. Ma è come se abitassimo in case separate. Questa sensazione di esserci e non esserci non riesco a capire dove ci stia portando.
Accendi la TV, mi racconti tutta una serie di problemi incontrati durante il lavoro, poi guardi la tua serie preferita mentre io scorro sul telefono, soffermandomi su qualsiasi cosa, purché sia vuota.
Mangiamo velocemente, sistemo la cucina e tu porti fuori l’immondizia.
Quando torni, mi trovi con i gomiti appoggiati al tavolo, mentre ballo ascoltando la mia musica preferita. Le mie forme sinuose sono messe in risalto dai leggings neri.
Il messaggio per te è molto chiaro. E lo è anche la tua reazione.
Ti avvicini e appoggi la tua erezione al mio culetto.
Io ti respingo. Non era ciò che stavo cercando in quel momento. Ma tu insisti: ho risvegliato in te l’istinto animale.
Premi il tuo corpo contro il mio, spingendomi contro il tavolo: «Vieni qui, stai ferma»
Prendi il mio telefono e lo sposti.
Infili una mano nei leggings e mi trovi bagnata, perché io lo sono sempre. Con l’altra mano, istintivamente, mi assesti una bella sculacciata sul sedere: «Sei sempre pronta a prenderlo, vero?»
Sai cosa ti aspetta lì sotto. Sai che è bello, liscio, caldo e accogliente. Sai che tra poco godrai molto.
Mi dai un’altra sculacciata, ancora più forte, e io grido.
Mi si imporporano le guance. In questo momento non volevo: volevo solo ascoltare la mia musica. Ma poi non riesco a respingerti, perché il mio desiderio è sempre infuocato, anche se non sempre ho voglia di condividerlo.
E ultimamente, proprio, non mi va più.
Tu lo senti e, forse per questo, il tuo modo di avvicinarti diventa più irruento.
Spingi il tuo membro duro tra le mie chiappe e mi afferri i capelli, tirandoli verso di te.
Mi sfili i pantaloni, ti avvicini e senti il mio profumo.
Con un colpo mi penetri con decisione. Sento dolore, ma ti lascio fare. Spingi dentro di me con foga e ti sento gemere. Sei molto eccitato nel vedermi subire la tua volontà.
Diventi sempre più duro, sempre di più. Le spinte si fanno sempre più veloci. Ma ti interrompi, perché questa sera non ti basta.
Con un dito raccogli il mio succo, lo spalmi sul mio buchino e ne inserisci uno, mentre con l’altra mano non resisti e continui a masturbarti.
Poi ne inserisci due e mi bagni ancora: «Voglio il tuo culo stupendo! È tutto il giorno che ci penso».
Il mio corpo è bagnato, ma non sono eccitata, anche se il pensiero di te che mi pensi da tutto il giorno non mi lascia indifferente. Eppure, per te sembra funzionare tutto.
Spingi con forza il tuo pene dentro il mio culetto. Mi sculacci con due forti schiaffi sulla chiappa destra. La tua mano lascia un bel segno sul mio sedere.
Io gemo per il dolore, ma tu godi come un porco. Hai bisogno di sfogarti, di lasciare andare le tensioni accumulate.
Mi premi le mani sulla schiena affinché il mio corpo rimanga aderente al tavolo. I tuoi colpi dentro di me diventano intensi, forti, veloci.
Ti sento duro. Ti sento godere del mio corpo, che non fa una sola mossa.
Il rumore del tuo pube che schiaffeggia il mio culo ti fa impazzire.
Ti prende così tanto da non farti accorgere della forza che stai usando su di me, io stringo i denti e mi lamento, mi stai facendo male e il mio corpo si irrigidisce.
Spingi sempre di più e mi dici: «Avevo voglia di scoparti forte, oh si». Le mie gambe cedono e rimango accasciata sul tavolo.
Tu godi. Senti il tuo corpo sul punto di venire, il tuo orgasmo arrivare dirompente.
Rallenti e, con due colpi, esplodi dentro il mio buco.
Appoggi il tuo corpo alla mia schiena. Mi dai un bacio sulle scapole.
Lui esce da solo e io sento il tuo liquido seguirlo. Lo lascio cadere sul pavimento, osservando la luna piena salire al di fuori della finestra sopra alle colline.
Vai a lavarti. Io ci metto del tempo prima che la mia mente riesca a fermarsi.
Vado in bagno, mi lavo, mi preparo una tisana calda e mi avvolgo nella mia coperta. Tu, intanto, ti addormenti.
Io resto lì, con la mia tisana tra le mani, a chiedermi quando abbiamo smesso di cercarci davvero. Quando quello che un tempo era uno scambio è diventato soltanto uno sfogo. Quando abbiamo smesso di condividere il piacere per limitarci a soddisfare un bisogno.

Chi lo leggerà fino in fondo e avrà voglia di condividere con me i suoi pensieri, sarò felice di leggervi!!
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